venerdì 30 maggio 2008

l'importanza di e

I due innamorati, A e B erano seduti su un bellissimo e lucidissimo tubo in metallo. Passavano spesso il loro tempo li, su quella superficie piacevolmente arrotondata che rifletteva la luce della luna, chiacchierando e scherzando. Di solito parlavano di loro due, di piani per il futuro insieme e dei loro amici comuni: del + e del -. Quella sera, però, la A, che tutto sommato possedeva un gran senso dell'equilibrio, si fece prendere dall'ansia e, a forza di agitare le esili gambette, scivolò. Cercando di aggrapparsi alle rotondità del tubo con la punta del suo naso a punta, lanciò un gridolino poco articolato e cadde nel vuoto. B, che era un po' sovrappensiero, si guardò intorno per un po', si ricordò di avere un impegno di una certa urgenza e scomparve. Come se né lui, né la A fossero mai stati ad esprimere i loro sentimenti lassù. Cosa rimase, dunque, sul tubo? La leggenda vuole che fosse la piccola e, graziosa testimone di tanti segreti che la A confidò all'amato, ma secondo me anche i due spazi che collegavano i due compagni di chiacchiere alla loro congiunzione rimasero a farle compagnia. Tant'è che quando A e B si rincontrarono per caso, non si dissero nulla o, più probabilmente, la A disse velocissimamente qualcosa ma il distratto B non la sentì.

1 commento:

haikel.bak@gmail.com ha detto...

A=0, B=0, A and B = 0.
A=1, B=0, A and B = 1.
A=0, B=1, A and B = 1.
A=1, B=1, A and B = 1.
A=0, B=0, A or B = 0.
A=1, B=0, A or B = 0.
A=0, B=1, A or B = 0.
A=1, B=1, A or B = 1.
George Boole non ha capito un tubo.

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